Dal 21 al 25 ottobre 2026, Cuneo ha ospitato l’ottava edizione del Festival dei Luoghi Comuni, dedicata al tema «La cultura con la C maiuscola». Cinque giornate di incontri, laboratori e spettacoli hanno proposto al pubblico diverse prospettive sulla cultura, dal fumetto alla geopolitica, dal giornalismo alla lingua italiana, fino all’arte contemporanea.
Le attività per le scuole: tra fumetto e geopolitica
Anche quest’anno il Festival ha dedicato spazio alle scuole, con due giornate di attività rivolte agli studenti. Giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, al Rondò dei Talenti, le classi delle primarie e delle secondarie di primo grado hanno partecipato a un workshop di disegno realizzato in collaborazione con Panini Comics TopoExplorer. Lo sceneggiatore Niccolò Testi e i disegnatori di Topolino Luca Usai e Federico Butticè hanno guidato bambine e bambini nella creazione di vignette collettive, trasformando luoghi, cibi ed elementi culturali della quotidianità in storie a fumetti. Un laboratorio dedicato alla creatività, al multiculturalismo e al multilinguismo.
Per gli studenti delle scuole superiori, giovedì 22 ottobre al Salone d’Onore del Comune di Cuneo, si è tenuto l’incontro «Europa, Cultura comune? Sovranità, identità e potere nell’Europa di oggi», in collaborazione con Limes ed Europe Direct Cuneo Piemonte area sud ovest. Gli analisti geopolitici Agnese Rossi e Roger Anton Calvello hanno accompagnato gli studenti in una riflessione sull’Europa contemporanea, affrontando temi come le identità nazionali, i confini, la sovranità e gli equilibri di potere. Un’occasione per approfondire il rapporto tra cultura e geopolitica e interrogarsi sul futuro dell’Europa come progetto politico e culturale.
Il cruciverba gigante: un gioco da vivere insieme
Sei metri di lunghezza, un metro di altezza e 163 definizioni da risolvere: il cruciverba gigante è stata una delle attività che ha caratterizzato il Festival dei Luoghi Comuni.
Un’esperienza che ha coinvolto tutti, trasformando un grande gioco enigmistico in un momento di partecipazione collettiva, condivisione e divertimento. Pennarello alla mano, grandi e piccoli si sono messi alla prova, confrontandosi sulle definizioni, cercando le risposte e collaborando per completare insieme lo schema.
Non è stato soltanto un gioco, ma un’occasione per incontrarsi, collaborare e sentirsi parte di qualcosa. Un’esperienza che racconta bene lo spirito del Festival: persone diverse che si ritrovano, condividono idee e costruiscono insieme un momento di comunità.
L’entusiasmo dei partecipanti e la voglia di ripetere l’esperienza sono stati il segnale più bello: il cruciverba gigante tornerà, pronto a incrociare nuove parole, nuove persone e nuove storie.
Cultura, Europa e geopolitica: gli incontri aperti al pubblico
Il Festival dei Luoghi Comuni si è aperto mercoledì sera con un incontro dedicato al ruolo dell’Europa nello scenario internazionale. Al Rondò dei Talenti, gli analisti geopolitici di Limes Agnese Rossi e Roger Anton Calvello sono stati protagonisti di «Colti e indifesi: l’Europa tra la C maiuscola della cultura e la geopolitica della forza», un dialogo sulle sfide di un continente ricco di culture, identità e tradizioni, chiamato a confrontarsi con guerre, conflitti e nuove rivalità tra potenze.
L’incontro, realizzato in collaborazione con Limes ed Europe Direct Cuneo Piemonte area Sud-Ovest, ha aperto una riflessione sul rapporto tra patrimonio culturale, identità europea e capacità di incidere sugli equilibri internazionali.
Informazione e geopolitica: gli incontri del giovedì
Giovedì pomeriggio il Festival è proseguito con l’incontro «La Cultura dentro l’attualità», che ha visto protagoniste Marina Lalovic e Veronica Fernandes, giornaliste della redazione Esteri di RaiNews24. A partire dalle loro esperienze professionali e personali, le due inviate hanno raccontato il lavoro sul campo, dalle zone di conflitto alle realtà di Cuba e dei Balcani, riflettendo sul ruolo della diversità culturale nel giornalismo e sul suo valore nel raccontare la realtà da prospettive differenti.
In serata, il confronto si è spostato sulla politica internazionale con «Midterm 2026: Referendum sull’America di Trump». L’analista geopolitico di Limes Federico Petroni e il giornalista e scrittore Marco Bardazzi hanno approfondito la presidenza Trump alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, interrogandosi sulle promesse mantenute, sulle trasformazioni della società americana e sulle conseguenze delle scelte politiche sugli equilibri internazionali. Un’occasione per leggere l’attualità oltre le semplificazioni e comprendere le dinamiche di un Paese centrale nello scenario globale.
Tra psicologia, relazioni e linguaggi contemporanei
Venerdì pomeriggio, al Rondò dei Talenti, la psicologa e divulgatrice Ilaria Albano ha accompagnato il pubblico in una riflessione sulla complessità delle relazioni e sul rapporto con se stessi. Con l’incontro «Il metodo scortese. Essere sé stessi nonostante gli altri», ha affrontato con un approccio diretto il tema del rispetto dei propri limiti, della gestione delle aspettative e della possibilità di liberarsi da stereotipi e modelli di comportamento imposti, senza rinunciare al rispetto degli altri.
In serata, il protagonista è stato Giuseppe Antonelli, professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia, con l’incontro «Generazione Alfabit – L’italiano sotto la pressione tecnologica». Attraverso un percorso che va dalle prime comunicazioni via SMS ai social network, fino all’intelligenza artificiale, Antonelli ha raccontato come le nuove tecnologie stiano trasformando il nostro modo di usare la lingua, scrivere e comunicare. Una riflessione su una lingua in continua evoluzione, capace di adattarsi ai cambiamenti della società e agli strumenti con cui ogni giorno costruiamo relazioni.
Tra tradizione gastronomica, scienza e satira
Sabato il Festival ha dedicato spazio a Forlimpopoli, città ospite di questa edizione, con due appuntamenti allo Spazio VARCO. Il laboratorio di piadina romagnola, a cura delle Mariette di Forlimpopoli, ha offerto al pubblico l’occasione di avvicinarsi alla tradizione gastronomica del territorio, tra preparazione e degustazione. A seguire, l’incontro «Luoghi Comuni da scoprire: Forlimpopoli», con la sindaca Milena Garavini e Giovanna Frosini, ha approfondito il legame tra la città, Pellegrino Artusi e la cultura gastronomica italiana.
Nel pomeriggio, con «Fattore C», la divulgatrice scientifica Sabrina Mugnos ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra i misteri dell’universo, la relatività e la fisica quantistica, invitando a interrogarsi su quanto la realtà possa essere diversa da come la percepiamo.
La giornata si è conclusa con «#lepiubellefrasidiosho», lo spettacolo di Federico Palmaroli, presentato da Corvino Produzioni. Attraverso immagini e battute ispirate all’attualità, Palmaroli ha proposto una lettura ironica e dissacrante dei protagonisti della politica, della religione e del costume.
Una domenica tra parole, suoni e arte contemporanea
Domenica 25 ottobre il Festival dei Luoghi Comuni è arrivato alla sua giornata conclusiva con tre appuntamenti dedicati al gioco, alla creatività e alla cultura.
Nel pomeriggio, allo Spazio Incontri della Fondazione CRC, Lucio Bigi, in arte Woquini, ha coinvolto il pubblico in «Ra-giocare con le parole», un incontro dedicato all’enigmistica, alla ludolinguistica e ai giochi di parole.
Al Rondò dei Talenti, Armando Traverso ha proposto «Racconto sonoro», uno spettacolo per famiglie in cui grandi e piccoli hanno contribuito alla costruzione di una storia attraverso suoni e rumori, reali e immaginari.
A chiudere il Festival, in serata, è stata Benedetta Colombo, divulgatrice d’arte conosciuta sui social come Artefacile, con «Questa non è una banana», spettacolo presentato da Corvino Produzioni. L’incontro ha esplorato i meccanismi del mercato dell’arte contemporanea, tra provocazioni, strategie commerciali e opere dai prezzi sorprendenti, invitando il pubblico a guardare l’arte da prospettive diverse.
Cinque giornate di incontri, laboratori e spettacoli hanno animato Cuneo, con una partecipazione costante del pubblico e un programma che ha attraversato linguaggi e ambiti culturali diversi, nel segno della curiosità e del confronto.








































































































































